Halloween è la giornata mondiale dell’unificazione

Dal punto di vista dell’advertising, Halloween è un evento molto visual.

Nel senso che aziende e agenzie sembrano fare a gara su chi sa fare il miglior 1 + 1. Non mi riferisco all’algebra, ma al meccanismo di comunicazione altrimenti noto come “unificazione”.

L’unificazione è quel meccanismo che unisce o fonde nella stessa immagine un elemento iconico del brand con un altro elemento comunicativo, nel nostro caso specifico un simbolo Halloweeniano. Proprio per il suo funzionamento, questo meccanismo è conosciuto dagli addetti ai lavori anche come “1 + 1” e durante la festa di Halloween è il cavallo da battaglia di quasi tutti i brand che scelgono di investire in comunicazione.

Facciamo un esempio per essere sicuri di capirci.

Il tratto bianco è allo stesso tempo: una pinta della Stout più famosa del mondo e dei canini vampireschi. 1 + 1.

 

La headline invece è di solito un elemento quasi superfluo nell’unificazione. Con le dovute eccezioni, come dimostra uno dei casi più famosi degli ultimi anni.

Allora… Non c’è gara senza spettatore, quindi vediamo un po’ di esempi di questo trend pescati qua e là sul web.

 

Tra le pubblicità più recenti, trovo carino questo pezzo di DDB Vienna per Zipfer. Semplice e ben eseguita a livello di crafting visivo.
Chissene se il tappo è un elemento iconico tanto di Zipfer quanto delle birre in bottiglia in generale 😉

Meno raffinata a livello estetico, ma più raffinata a livello pubblicitario questa doppia pagina per Kia. Qui l’elemento iconico è fortemente caratterizzante dell’oggetto che si vuole vendere, la Ceed nella versione la GT-line. Anche a livello concettuale è una scelta particolarmente riuscita, perché i fari sono l’elemento di un prodotto specifico (a differenza dell’esempio precedente), nata per essere “cattiva” 365 giorni l’anno.

Non può mancare in questa gara McDonald’s, un brand che ha fatto dell’unificazione un format visivo valido per molte occasioni di comunicazione pubblicitaria. Panino + Caramelle.

Questa invece è di un brand molto forte nelle pratiche di instant advertising, grazie a un’attenzione particolare alle dinamiche social: Oreo. A me l’1+1 piace quando non è costretto a deformare il prodotto (ho visto morphing che voi umani…) come in effetti succede nel visual: la farcitura dei biscotti è color arancio invece che bianco. Magari si riferisce a una variante col ripieno al caramello.

Dulcis in fundo, la mia preferita.

Trovo il visual di questa foto veramente inquietante e coraggiosamente coerente con lo spirito di Halloween. E poi ha il copy, un bel copy, che permette al pubblicitario di esprimere un pensiero più laterale (e quindi interessante) rispetto agli esempi precedenti.

 

E niente, è Halloween e da casa mia passano pochi bambini (nonostante ogni anno puntualmente riempia il giardino di zucche e la credenza di cioccolatini).
Se avete voglia di una overdose di zuccheri basta citofonare. Per il mio indirizzo di casa o per approfondimenti sull’1+1 e sugli altri meccanismi persuasivi scrivete. O mettete ogni tanto il naso nel blog di Yalp.

Cresciuto leggendo Topolino, Pynchon e Canetti, è probabilmente il più forte giocatore di Mortal Kombat (1992) del pianeta. Ha studiato economia nella biblioteca di filosofia e poi ha deciso di diventare un copywriter. Ascolta volentieri i Pixies, De André e Beethoven.