Come funziona MATOMO e perché dovresti saperlo.

Cos’è Matomo?

Matomo è una piattaforma open-source per la web analytics installabile sul proprio server.

Sul sito web, viene descritto come una “Alternativa di Google Analytics che protegge i tuoi dati e la privacy dei tuoi clienti”. Questa definizione introduce subito i 2 temi chiave quando si parla di questa soluzione: Google Analitycs e Privacy.

Matomo (ex Piwik) è da molti anni l’alternativa più credibile a Google Analitycs, ma dopo il recente intervento del Garante della Privacy è diventato improvvisamente un software “must-have” o comunque un’alternativa a GA da prendere seriamente in considerazione.

Per capire meglio quello che sta succedendo, facciamo un passo indietro.

È un software open-source e in quanto tale consente modifiche al codice sorgente, che è a disposizione di tutti.
Matomo permette analisi web per misurare l’audience di un sito web in tempo reale.

La cronaca

Giovedì 30 giugno 2022 il Garante della privacy ha ammonito una società italiana che usava Google Analytics sul proprio sito, chiedendole di toglierlo entro 90 giorni. Lo stesso invito deve quindi considerarsi rivolto a tutte le aziende o persone fisiche che utilizzano Google Analitycs, ovvero la stragrande maggioranza dei siti web.

Si tratta di un problema giuridico (e in buona sostanza anche politico): le misure per il trattamento dei dati personali adottate da Google sembrano incompatibili con la disciplina europea della privacy.

In pratica, chiunque utilizza il servizio Google Analytics, violerebbe la normativa sulla protezione dei dati, perché trasferisce negli Stati Uniti, Paese privo di un adeguato livello di protezione, i dati degli utenti. Le difficoltà di Google ad assicurare un “adeguato livello di protezione” vanno individuate nelle leggi degli Stati Uniti. In questa nazione infatti il governo si riserva la possibilità, per alcuni specifici motivi, di accedere alle informazioni in possesso di una qualsiasi Corporation. Compresa Google (Qualcuno ha detto Meta?). Quindi, semplificando, il governo americano può avere accesso ai dati dei tuoi clienti e ciò naturalmente solleva qualche preoccupazione nel vecchio continente, non solo in Italia.

Si tratta di un momento cruciale nella definizione di un confine netto tra diritto alla privacy e possibilità di marketing sul web. Per chi ha un sito web, l’unica soluzione possibile per raccogliere e conseguentemente proteggere i dati dei propri utenti è stoccarli personalmente o comunque al di fuori della giurisdizione statunitense. E qui entra in gioco Matomo.

Le caratteristiche di Matomo

Mentre Stati Uniti ed Europa stanno negoziando un nuovo accodo, le regole di mercato seguono il loro corso. Le aziende italiane non possono permettersi di perdere di vista il proprio consumatore, rinunciando alle informazioni che è possibile ottenere attraverso Google Analitycs. Matomo è in grado di offrire strumenti di monitoraggio simili e diversi attraverso un software sufficientemente maturo al grande salto.

Matomo permette analisi web per misurare l’audience di un sito web in tempo reale. È in grado di creare report dettagliati includendo parametri come ad esempio il browser, la durata della sessione, le pagine visitate, le sorgenti di traffico, le parole chiave, ecc.

È un software open-source e in quanto tale consente modifiche al codice sorgente, che è a disposizione di tutti. Con Matomo tutto rimane in un database gestito da te, sia con la soluzione di self-hosting, sia con la soluzione in Cloud (i server sono in Germania).

Essere GDPR compliant attraverso questo strumento non ha costi extra se ospiti i dati sul tuo server, altrimenti si paga in base al traffico. Il servizio è comunque sempre gratuito entro i 50.000 accessi al mese.

Matomo per il marketing: pro e contro

Come strumento di marketing, uno dei punti di forza di Matomo rispetto a Google Analitycs è un’impostazione CRO Friendly, in tutte le sue logiche. Oltre ai classici Goals e Funnels, include caratteristiche importanti per la Conversion Rate Optimization, come ad esempio le Heatmaps che mostrano visivamente dove i visitatori cliccano o spostano il mouse o fino a che punto scorrono la pagina.

Da segnalare anche la possibilità di registrare delle sessioni senza la necessità di utilizzare un altro software come succede per GA che non ha questa specifica funzione.

Un punto di debolezza di Matomo invece potrebbe essere l’integrazione con altri strumenti Google, come ad esempio Google ADS o Tag Manager. Per quanto la funzionalità ci sia e sia effettivamente ben fatta, l’integrazione non potrà mai essere paragonabile a quella di due prodotti Google, progettati all’interno dello stesso ecosistema digitale.

Indipendentemente da come si evolverà la questione legale, passare o meno da Google a Matomo è una scelta che deve essere valutata sito per sito, azienda per azienda, perché ci sono tanti pro e tanti contro.

Matomo ad oggi è una soluzione adottata da oltre 1,5 milioni di siti Web in tutto il mondo, in gran parte aziende che hanno ritenuto vantaggioso riprendere in mano la proprietà dei dati dei propri visitatori. Finora per questioni etiche o per necessità tecnologiche. Adesso probabilmente anche per esigenze giuridiche.